vini e distillati | wine & spirits

Andrea Aldrighetti sommelier consulenza esperto vino vini e grappa grappe

3 giugno 2013
Come quelle feste che ti scordi chi è il festeggiato. Un giorno in Trentino, per capire chi sono il Ciso e i Dolomitici.

Dovresti parlare di Lui, il Ciso, era la sua la festa.

Ma Loro, i Dolomitici, ti mettono così tanta carne al fuoco che non sai bene da dove cominciare.

Per la seconda volta ci si ritrova a Castel Noarna a festeggiare con il vino "cooperativo" prodotto dal consorzio dei Dolomitici, dieci (discoli) vignaioli che hanno salvato settecento viti centenarie a pie' franco di lambrusco a foglia frastagliata di un piccolo vigneto di Avio, in Vallagarina, nel ridente Trentino.

Niente è più noioso che passare una giornata ad assaggiare vini, cercare di descrivere sapori e profumi, appuntarsi un parere, troppe volte illusorio, poi il giorno successivo rileggere le note scarabocchiate e confuse, scomodare questo o quel riconoscimento per rendere il tutto più credibile, digitalizzare il tuo pensiero.

Loro, i Dolomitici, li "frequento" da molti anni. Di alcuni conosco solo (o soprattutto) i vini. Di altri anche le storie, la famiglia, le passioni e le preoccupazioni quotidiane.

Nel Trentino enoico, animato da contrapposizioni e attriti tra i vari attori, il consorzio è stato una genuina novità che ha rimesso in luce la figura del vignaiolo inteso come contadino orgoglioso e artigiano autentico, animato da un approccio sensibile ed etico alla viticoltura.

Partiti in undici, oggi sono in dieci.
Dieci aziende, dieci anime diverse.

Nelle sale del castello li osservi, li ascolti uno ad uno. Marco, Eugenio, Elisabetta, Alessandro, Giuseppe, Lorenzo raccontano con passione ed emotività il vino fatto da un altro come fosse il suo. Sì, in quell'istante sono belli come divinità greche, fieri e puri ma capaci di sbagliare. Senti il gruppo, ne filtri l'essenza. Percepisci il percorso comune di autodeterminazione, di "coaching" dice Elisabetta Foradori.

Poi ti fermi ad assaggiare Lui, il Ciso.

Pensi che forse questo vino non è il figlio del lavoro dei dieci Dolomitici, ma il Padre che ne ha forgiato gli spiriti.

 

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