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Andrea Aldrighetti sommelier consulenza esperto vino vini e grappa grappe

30 Aprile 2012
Valtellina: rupi, rocce, uomini, vigne, vignaioli. Emozioni.

Venti centimetri di neve fresca coprono la macchina parcheggiata sotto casa.

Tre passi alpini (neve sul primo, neve sul secondo, pioggia sul terzo) e sono già in Valtellina. Una passeggiata!

La pioggia e le nuvole non troppo alte filtrano una luce grigia e severa. I terrazzamenti, visti dalla strada di fondovalle, sono ancora più solenni; i muretti hanno il colore della ruggine e la roccia bagnata appare untuosa. Niente passeggiate in vigna oggi.

La prima sosta è a Chiuro per incontrare Aldo Rainoldi. La cantina di affinamento è pulita e ordinate come tante, Aldo illustra con orgoglio la dignità del territorio, delle vigne e del lavoro dei vignaioli. Appezzamenti piccoli, erti, quasi mai meccanizzabili, dove si spendono oltre 1000 ore di lavoro ad ettaro. I vini, figli di quel nebbiolo chiamato chiavennasca, chiariscono il talento della zona.

Le difficoltà oggettive della conduzione delle vigne valtellinesi sono state un freno alle sperimentazioni di vitigni "esotici" o modaioli. Queste condizioni hanno permesso (e in certa misura obbligato) i vignaioli e i produttori a concentrarsi nel migliorare o "modernizzare" la tradizione.

Rainoldi produce un piacevole Brut Rosé 2008, metodo classico da chiavennasca in prevalenza con pignola e rossola; secco, con profumi di melograno e agrumi, sottile balsamico di tabacco, menta e liquirizia, è fresco e strutturato, da godere a tavola.

I Valtellina Superiore hanno uno stile rifinito e raffinato. Il Grumello 2007 è un vino goloso, con profumi di lampone e spezie, succoso e salato.
Molto simili per impostazione le riserve dell'annata 2007. Il Sassella Riserva ha un naso maturo e lieve, fruttato con note minerali e caffettose in sottofondo, palato sottile e tannini fitti e maturi. L'Inferno Riserva ha profumi più scuri, caldi, di caffé e tostature, torrefatto, piccoli frutti "arrostiti" e bocca calda e salata.

Gli Sforzato, sia il Classico che il Fruttaio Ca' Rizzieri, entrambi dell'annata 2008, sono estremamente giovani, amplificano il frutto più concentrato e le note minerali delle Riserve, rimanendo molto lontani da dolcezze e ruffianerie. Sono già capaci di soprendere per la grande bevibilità.

Per raggiungere la cantina di Ar.Pe.Pe. si può scegliere di percorrere la strada di fondovalle, affascinante come ogni statale lombarda per il susseguirsi di capannoni, concessionarie d'auto e benzinai, oppure la più avventurosa strada panoramica che attraversa le vigne delle sottozone Inferno e Grumello, tra rupi, terrazzi, muretti a secco che contengono vigneti poco più grandi di una tovaglia per la tavola della domenica.

Isabella e Emanuele Pelizzatti Perego sembrano quasi meravigliati dell'attenzione e l'interesse per i loro vini da parte della stampa e dei maître-à-penser del web. Tirati per la giacchetta dal mondo della moda bio-qualcosa, confessano che la Valtellina è terreno per vignaioli duri e concreti, dove gli approcci stregoneschi e le diluizioni omeopatiche si scontrano con tantissime ore di lavoro manuale in vigna e la necessità di maggiore pragmatismo.

I vini hanno stile atavico, in perenne omaggio alla storia (a tratti commovente) della famiglia e frutto dell'esperienza del padre Arturo. Rischiano di apparire banali, di essere sottovalutati. "Succo di roccia" dice Isabella.

Il Rosso di Valtellina 2010 è un inno alla freschezza, potrebbe essere spremuta di melograno o di ribes rosso, con tannini delicatissimi. Pericolosamente beverino.
Il Valtellina Superiore Sassella Riserva Stella Retica del 2006 è nitido, delicatamente floreale, di grande finezza al palato dove sale e acidità sostengono un corpo snello e nervoso.

Il Sassella Riserva Rocce Rosse 2001 impone concentrazione e pazienza, mostra il talento del nebbiolo. Cresce piano nel calice, fa percepire la complessità muovendosi tra spunti floreali e sottili note minerali, è dinamico, fine, rotondo. Il Sassella Ultimi Raggi 2005 è un potpourri di fiori, rosa e spezie, liquirizia. L'impatto al palato è lieve ma energico.

Rainoldi e Ar.Pe.Pe. rappresentano due stili e interpretazioni dello stesso un territorio, due visioni non così antitetiche come si potrebbe pensare. Come ho cercato di sottolineare, i vini di Rainoldi hanno un disegno rifinito, preciso, "piemontese" (se vuol significare qualcosa per chi legge, se qualcuno legge) mentre quelli di Ar.Pe.Pe. hanno contorni più sfumati, trama aerea ma grande coerenza e vigore.

Aldo Rainoldi
Via Stelvio, 128
23030 Chiuro
Tel 0342 482 225

www.rainoldi.com

 

Ar.Pe.Pe.
Via Buon Consiglio, 4
23100 Sondrio
Tel 0342 214 120

www.arpepe.com

Per i più golosi:

Ristorante Cerere
Via Senatore Guicciardi, 7
23026 Ponte in Valtellina
Tel 0342 482 294

Latteria Sociale di Chiuro
Via Nazionale
23030 Chiuro
Tel 0342 482 113

 

[foto: Enophilia.it]

Vini, vigneti e bottiglie / Valtellina

Valtellina

Valtellina

Vigne in Valtellina, Sottozona Valgella.

Valtellina

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Vigne in Valtellina, sottozona Grumello.

Valtellina

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Vigne in Valtellina, scorci nella sottozona Grumello.

Valtellina

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Vigne in Valtellina, Inferno.

Valtellina

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Valtellina. Cantina Ar.Pe.Pe.

Sforzato Valtellina

Sforzato Valtellina

Sfursat Fruttaio Ca Rizzieri 2000, Aldo Rainoldi

Valtellina

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I Valtellina Superiore di Aldo Rainoldi.

Valtellina

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I vini di Ar.Pe.Pe.

 

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